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Roma 11 novembre 2001

Incontro Associazioni Scout Laiche e Pluraliste


Partecipanti:
Cngei: Lorenzo Maggini PNAZ, Marco Fornari CN
Assoraider: Massimo Loi CS, Annarita CanudoVCS
Associazione Esploratori (AE): Ivano Venerandi, Amedeo Mazzolino, Alessandro Battaglieri
Federscout: Alessandro Massida PNAZ, Ruggiero Papale CINT
AssiScout: Nico Grisafi PNAZ
C.S.Carlo Colombo: Mauro Furia

Massimo Loi (Assoraider) propone di partire in modo paritario nel dialogo tra leAssociazioni, aggiornando il lavoro precedente per partire con il piede giusto.

(intervento Furia)

Massimo propone di stilare un o.d.g. in comune

Alessandro (Federscout) ricorda uno degli input del convegno di Parma, ossia l'organizzazione di un incontro fra capi per Pasqua 2002.
Per Annarita il numero dei partecipanti per associazione non è importante, è importante che la presenza sia formale e cosciente da parte di ogni Associazione, non casuale.
Per Massimo l'incontro, al di là di quando potrà essere fatto, deve servire anche per liberare i capi unità dal pensiero di non potersi confrontare con altre realtà, ma anzi di sollecitarne il confronto.

Ruggiero ricorda di essere stato il coordinatore del gruppo di lavoro a Parma che presentò questo spunto, gruppo in cui erano presente tutte le realtà associative, e tutte ad un certo punto hanno sentito la necessità di allargare il gruppo nei numeri, per esserci e fare qualcosa insieme, per superare le diffidenze.

Nico evidenzia che nello statuto della loro associazione la stessa si impegna ad organizzare momenti di confronto con altre realtà scout italiane e mondiali. Noi siamo qui non per fare le scarpe a qualcuno, ma per l'unità dello scoutismo italiano, salvaguardando le diversità. Non ci interessa essere riconosciuti da WOSM o altri "uffici brevetti", bensì di essere riconosciuto come scout da altri scout…

Alessandro sottolinea l'importanza di far parlare fra di loro sia i ragazzi che i capi. Porta l'esperienza della sua federazione, dove agli inizi si parlava solo ai livelli dirigenziali e nulla cambiava nel rapporto tra le singole associazioni. Poi si è passato a far incontrare i ragazzi ed ora tutte le associazioni si stanno arricchendo. Perché poi usiamo aggettivi come laici e pluralisti? Dovremmo dire Associazioni Scout e basta.

Lorenzo indica che pur d'accordo con gran parte delle cose dette non concorda in alcuni punti dell' ultimo intervento di Alessandro, ad esempio sulla differenza su aggettivi, essi rappresentano delle scelte di campo. La laicità rappresenta il rifiuto di fare proposte educative dogmatiche. Del resto il CNGEI è l'ultimo arrivato in questo gruppo di lavoro, e le associazioni precedenti non hanno invitato ass. come l'FSE o gli scout di San Benedetto.
Noi siamo un'associazione scout, non diciamo piu' laico, perché lo scoutismo nasce laico.
Noi non siamo scout laici noi siamo scout. La differenza è che i nostri adulti propongo ai ragazzi un cammino educativo laico.
Pensiamo quindi che forse un primo punto su cui discutere è proprio cosa sia per noi la laicità.
Propone inoltre un confronto sugli strumenti associativi; giacchè l'associazionismo giovanile cala sia in Italia che in Euopa, forse questo confronto con condivisione di esperienze e di analisi, potrebbe essere utile a tutti noi.
Altro aspetto su cui riflettere sono gli strumenti per far sentire ed evidenziare la nostra presenza in Italia. Essa dipende da una connessione con enti ed entità pubbliche, connessione che solo risorse adulte possono tener vive e continuative. Ed invece è una nostra carenza.
Nel Gei il cammino è iniziato con la formazione, dove non si parla piu' una formazione capi, bensi' di formazione per adulti, per ruolo. Il Gei inizia ad avere le prime risposte, anche se timide: la partecipazione al CNG, le convenzioni con il ministero Ambiente (Asinara) o con quello della Pubblica Istruzione, la presenza in FAO.
Il problema non sono i numeri, non importa quanti soci abbiamo, ma come e con che efficacia ci presentiamo.

Annarita considera forse il terzo punto come il piu' adatto a partire, perché porterà all'avvicinamento delle associazioni, scoprendo poi forse di non fare cose totalmente diverse tra di noi. In fondo la promessa è la stessa per tutti.

Ruggiero ricorda che lo scautismo non confessionale ha sempre detto che contattare la società era una forma di sporcarsi le mani ed è contento di sentire ora un dirigente Gei parlare finalmente della presenza nella società. Il contatto dovrebbe essere anche e soprattutto a livello locale, le realtà locali devono essere primi attori nei rapporti on le entità pubbliche.

Annarita è contenta di poter condividere esperienze con chi ha affrontato una esperienza federativa, o sociale. Quello che occorre è condividere le soluzioni di problemi che abbiamo già affrontato nelle nostre associazioni. Le nostre risposte alla fine porteranno ai nostri ragazzi i frutti positivi.

Nico sente la necessità di recuperare uno spazio al nostro essere cittadini del mondo, in particolare delle nostre parti di mondo. Le associazioni sono nate perché l'organismo centrale non offriva la cultura delle diversità. Il nostro essere Buoni cittadini ci obbliga a far parte della società. Lo scoutismo deve tornare ad essere il lievito del mondo. Porta esperienze locali dove la sua associazione viene riconosciuta come gli scout del comune e l'agesci quelli della chiesa.
Si chiede se siamo qui per ricreare il movimento scout unitario, che salvaguardi la diversità.
Convenzioni,accordi, privilegi devono essere di tutti, deve esserci un impegno comune per ottenere un risultato comune, da condividere con le altre associazioni.

Annarita pone attenzione sui pericoli che si possono presentare. Occorre, nel caso di partecipazioni, non farsi strumentalizzare dalle nostre controparti politiche o istituzionali.
Si puo' creare poi un organismo comune per operare insieme (convenzioni, uffici stampa, etc…) facendo sempre attenzione che il rispetto delle diversità è basilare.
Annarita pensa che noi siamo un tavolo basso che spinge richieste e necessità verso un tavolo piu' alto, sia esso Wosm, Wagggs o FIS.

Ivano propone di produrre dei documenti per permettere ai capi untià di sapere dove sono le unità delle altre associazioni, e per ogni dirigente di associazione di presentare alle proprie associazioni qla possibilità di incontri tra ass. diverse.

Furia propone di prendere lo spunto della laicità di Lorenzo e propone di renderlo oggetto del prossimo Convegno di Parma.

Lorenzo indica che il centro studi potrebbe essere il comitato organizzatore ed un tavolo come questo il comitato scentifico. Il comitato organizzatore e logistico sarà composto dal Centro Carlo Colombo e dall'Assiscout.

Alessandro comunque vuole che si tenga conto anche di una attività per la base che dovrebbe essere l'Indaba.

Vista l'impossibilità di prevedere una partecipazione associativa nel periodo presentato da parte del Cngei, essendo previsti in Pasqua campi di formazione ed altri impegni, Lorenzo invita le altre associazioni a non attendere il CNGEI, verrà comunque data la giusta informazione in associazione.

Massimo desidera che l'Indaba sia un momento di confronto tra i capi, per la conoscenza del metodo delle altre. A tal fine auspica la partecipazione a campi scuola per capi scout delle varie associazioni allievi provenienti da altre associazioni.
Le associazioni presenti concordano e danno la disponibilità di accettare un numero limitato di allievi ai propri corsi.

Nico chiede che lo scoutismo rivendichi la propria identità e la propria immagine, e non che sia solo utilizzato in pubblicità demenziali di carta igienica o simili. Occorre studiare una nuova immagine per lo scoutismo, anche per evitare che diventi solo il veicolo di ideologie.

I partecipanti concordano con dare all'AE l'incarico di preparare un sito web relativo agli incontri tipo questo tra associazioni scout laiche.

Si concorda come data del prossimo incontro il 27 gennaio 2002.