Pasted GraphicRiassunto degli argomenti trattati dal Gruppo di lavoro:
" STATUTO "


Relazione sul lavoro della Commissione Statuto al Convegno di Parma del 23- 24 giugno 2001
La commissione ha cominciato a valutare l'opportunità di costituire una struttura associativa fra le diverse organizzazioni partecipanti al convegno; in modo unanime, si è rilevato che si tratta di un'iniziativa da auspicare, ma prematura, poiché è necessario superare con gradualità le differenze, non sempre piccole, che si sono evidenziate negli anni scorsi. Prematura è soprattutto apparsa la scelta di scrivere già uno statuto o comunque un documento di tale portata, e da ricercare invece in questa fase la massima snellezza ed efficacia organizzativa.

D'altro canto, si possono già fin d'ora fissare alcuni punti fermi:

1. un'iniziativa di coordinamento fra le diverse organizzazioni scautistiche non ha necessità di alcuna legittimazione esterna, essendo richiesta e sufficiente quella reciproca fra le organizzazioni partecipanti;

2. possono essere coinvolti diversi livelli, sia quello, assolutamente indispensabile, dei nuclei dirigenti delle diverse associazioni e organizzazioni, per cui si ravvisa fra l'altro l'esigenza sia di una formazione manageriale' ora per lo più assente, sia quello dei capi in servizio;
3. è opportuno che le organizzazioni partecipanti si diano un programma di lavoro comune e un organo che lo metta in cantiere, in cui le organizzazioni siano rappresentate ai massimi livelli; a tal fine, viene proposto uno schema di protocollo d'intesa, che metto in appendice alla presente relazione;
4. è essenziale che si avvii un sistema di comunicazione che oltrepassi le singoli organizzazioni partecipanti; ciò può appoggiarsi alle strutture editoriali associative già esistenti, ovvero far nascere nuove pubblicazioni periodiche oppure, più verosimilmente, sfruttare il canale telematico, considerati i suoi minori costi e la sua facile accessibilità.

Sono anche state affrontate questioni relative alla definizione 'laico e pluralista', a una eventuale distintiveria comune alle associazioni partecipanti, all' identificazione dei punti di contatto con la realtà cattolica, alla ricerca motivazionale sui bisogni comuni, sulle quali non si è però andati oltre a uno scambio di idee anche approfondito.

Si è concluso ravvisando l'assoluta necessità di lavorare, recuperando e riscoprendo lo spirito originario di B.-P., per unire, nella ricerca che deve portare a una casa comune alle molte esperienze scout che attualmente lavorano senza una dimensione complessiva.

Parma, 24 giugno 2001

Giuliano Pasqualetto

Appendice
SCHEMA DI UN PROTOCOLLO D'INTESA TRA LE ORGANIZZAZIONI PARTECIPANTI
AL 2° CONVEGNO NAZIONALE
"Dirigenti e Capi Scout delle Associazioni italiane laiche e pluraliste"
Parma 23-24 giugno 2001


Le organizzazioni firmatarie del presente documento operanti con una offerta educativa che si richiama al metodo scout come definito da B.-P. ed interpretato dalle singole associazioni, ciascuna secondo la propria originalità:
1. Riconoscono la necessità di istituzionalizzare un incontro periodico al più alto livello (dirigenti e capi scout o loro diretti delegati) per confrontarsi e per verificare la possibilità di creare una struttura comune utile per erogare servizi;
2. Riconoscono la necessità di attivare un percorso di crescita per i propri dirigenti affinché gli stessi siano messi in grado di gestire 'con mentalità professionale' le associazioni di appartenenza, al fine di curarne lo sviluppo possibile;
3. Riconoscono la necessità di avere un segno che permetta di riconoscersi come aderenti a una comunità con obiettivi comuni;
4. Riconoscono il bisogno di attivare momenti di incontro e di scambio di esperienze tra i giovani e i responsabili ad ogni livello;
5. Incaricano le persone di cui al punto 1. di studiare e proporre le forme organizzative che permettano di raggiungere gli obiettivi 2-3-4 e di individuarne di nuovi e più avanzati.